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Sezione in Aggiornamento!

Ripresa audio
È il processo di acquisizione di un segnale audio che può avvenire in ambienti studiati per tale finalità (studi di registrazione) o in situazioni live.

Spot radiofonici
Sono brevi messaggi pubblicitari, creati al fine di promuovere un bene o servizio attraverso il canale dei media radiofonici.
La realizzazione di uno spot radiofonico prevede l'impiego di jingles e di speakers dalle timbriche di voce differenti in base al messaggio e al canale distributivo dello spot.
Il successo di questo strumento comunicativo è dato dall'attenzione che l'uditore pone alla parola ascoltata, priva di possibili distrazioni date dall'immagine.

Jingle radio/TV
Il jingle è un breve motivo musicale, strumentale o cantato, che si tende ad associare ad un preciso prodotto da commercializzare. L'orecchio umano associa l'orecchiabilità del motivo al prodotto pubblicizzato aumentandone le vendite in maniera esponenziale.

Sigle radio/TV
La sigla è un particolare tipo di brano musicale impiegato per introdurre un programma mediatico, rimarcandone l'inizio e la fine.
E' caratterizzata dalla brevità, da una forte connotazione, tale da poter identificare con essa ciò che introduce o conclude e dalla serialità che presuppone la ripetizione nel tempo della trasmissione. Queste caratteristiche permettono di distinguere la sigla dalla colonna sonora.

Arrangiamenti
L'arrangiamento è il lavoro di organizzazione strumentale e sviluppo orchestrale di un brano musicale. Permette di ottenere un accompagnamento musicale più complesso ad un brano musicale o una canzone composta solo di melodia e struttura armonica di base oppure la riscrittura orchestrale di un brano originariamente composto per uno strumento diverso.

Colonne sonore
La colonna sonora è il suono di un'opera composta da immagini e filmati (film, telefilm, videogiochi, rappresentazioni teatrali), considerato come l'insieme delle voci, della musica e dei rumori.
Molto spesso il successo di un film è dettato dalla colonna sonora, come ad esempio Titanic, Il Padrino, Schindler's List.

Trascrizioni
I termini spartito o partitura musicale vengono usati generalmente per indicare il mezzo di rappresentazione scritta della musica.
Alla fine del XX secolo i sistemi computerizzati di scrittura di spartiti hanno avuto uno sviluppo notevole, merito dell'evoluzione software di programmi ormai noti come Finale e Sibelius.
La sovrapposizione di molti righi musicali, eseguiti da diversi esecutori, in una sola parte complessiva, viene definita “Partitura” ad uso del compositore o del direttore d'orchestra.

Editing

Remastering

Mixing multicanale
L'audio multicanale nasce dall'esigenza di implementare tecniche di riproduzione sonora evolute al fine di conferire maggiore spazialità al suono e quindi maggiore realismo, inducendo l'ascoltatore ad immaginare che il suono abbia origine da molteplici punti spaziali, come in natura.
Trova applicazione principalmente in campo cinematografico, per l'esigenza di spettacolarizzare le colonne sonore dei film.
L'audio multicanale è un flusso audio con più di due canali stereofonici, destinato ad essere riprodotto da un numero di diffusori pari al numero dei canali audio stessi, ognuno dei quali conserva e restituisce all'ascoltatore informazioni sonore differenti.

Doppiaggio

Speakeraggio

Mastering
È il servizio di post-produzione che ha lo scopo di ottimizzare la resa sonora dei contenuti rispetto al supporto e al tipo di apparecchiatura (video o audio) tramite la quale dovesse essere riprodotto il supporto stesso.

Spot televisivi
Sono brevi messaggi pubblicitari, creati al fine di promuovere un bene o servizio attraverso il canale dei media televisivi. La realizzazione di uno spot televisivo prevede l'impiego di registi e attori, questi ultimi considerati testimonial.Il successo di questo strumento comunicativo è dato dalla sua capacità di instaurare in 30 secondi di girato, un rapporto diretto con l'utente finale ingrado di fidelizzarlo e spingerlo all'acquisto.

Video aziendali
Nell'era della comunicazione, un'azienda che vuole essere competitiva necessita assolutamente di rendere la comunicazione interna e con il mondo esterno, efficace e interessante attraverso un messaggio semplice, chiaro e conciso, capace di convincere sulla qualità del proprio business.
Lo strumento per far questo è il video aziendale o redazionale: con un filmato si può promuovere il proprio core business, un macchinario, un nuovo prodotto, durante una fiera, in sala riunioni o tramite il proprio sito internet.
La distribuzione del video aziendale è semplice ed economica, tramite la duplicazione di DVD, di biglietti da visita multimediali o di penne usb, offrendo tralaltro un gadget innovativo e di sicura utilità.

Documentari
È un film a carattere culturale, finalizzato alla diffusione di argomenti di carattere scientifico o naturalistico, divulgando la conoscenza accademica attraverso una modalità di più facile accesso e fruizione.
I film documentari che contengono sequenze ricostruite e/o interpretate da attori che impersonano personaggi e vicende reali, vengono comunemente definiti docu-fiction; i film invece che presentano come unico artificio narrativo, vicende di fantasia, spesso al fine di inscenare parodie o satire, sono chiamati mockumentary.

Videoclip
Quando le immagini cavalcano l'emotività che solo la musica è in grado di trasmettere o racchiudono in un fotogramma le sensazioni del testo di una canzone, il successo è garantito. Da questo deriva il fenomeno comunicativo del videoclip musicale che vede una espansione inarrestabile riscuotendo ampi successi nel pubblico giovanile. A differenza di altri prodotti video, nel videoclip è il montaggio a seguire la musica e non viceversa.

Eventi live

Cortometraggi
Nel linguaggio cinematografico, la pellicola è definita metraggio ed è appunto la lunghezza della pellicola a distinguere tra cortometraggi e film in quanto i primi non superano i 30 minuti.
Ciò che caratterizza il corto è lo stile e il modello espressivo, differente dal film.

Fiction
La fiction è un genere televisivo/cinematografico la cui narrazione di eventi immaginari è nettamente in contrasto con la narrazione di eventi reali. E' sempre costituita da elementi immaginari, pur essendo basate parzialmente su fatti realmente accaduti.

Show televisivi
Lo show televisivo nasce da una idea, definita format, sulla quale viene costruito un programma televisivo. Oggi i palinsesti televisivi sono ricchi di show, in particolar modo i reality, basati su varianti al format originario: analizzare i comportamenti e le abitudini dell'uomo nella vita quotidiana.

Televendite
E' un programma televisivo in cui vengono pubblicizzati i prodotti e servizi di un'azienda con la possibilità per i telespettatori di acquistarli immediatamente telefonando a un centralino di supporto.

Cos'è un Supporto Ottico
Il supporto ottico nasce dall’applicazione congiunta del sistema numerico binario e del laser all’audio/video.
Trova applicazione in svariati campi come ad esempio l’informatica, la riproduzione audio-video e gli applicativi promozionali, utilizzato come strumento di memorizzazione digitale di una determinata quantità di dati, definita in base al tipo di supporto utilizzato.
Sottile e solitamente di forma circolare, il supporto ha una struttura stratificata. La materia prima è il policarbonato ovvero una resina termoplastica trasparente, nel cui interno viene racchiuso un sottile strato di materiale metallico. Le informazioni digitali binarie (bit) vengono impresse come successioni di pits e lands (numericamente uno-zero) al di sotto di questo deposito metallico trattato con alluminio per ottenere l’effetto “a specchio”.
La superficie inferiore specchiata è necessaria al fine della lettura dei dati che avviene mediante un raggio laser emesso dai lettori, che riflette tale superficie riproducendo i dati memorizzati. Da qui la definizione di supporto ottico. A differenza di quella inferiore, la superficie superiore del supporto ottico (label) può essere personalizzata in quanto stampabile.
La struttura di archiviazione dei dati è simile a quella dei dischi in vinile ovvero mediante un’unica traccia a forma di spirale. La differenza consta nel fatto che nei supporti ottici, contrariamente a quanto accade nei vinili, la spirale parte dal centro. Ciò permette di realizzare anche dei supporti più piccoli rispetto agli standard da 12 cm di diametro e di ottimizzare le prestazioni per l’accesso sequenziale a scapito di quello diretto.

Tecniche di produzione
La produzione di supporti ottici può avvenire mediante due processi totalmente differenti di serializzazione:

A. duplicazione industriale

B. masterizzazione

A. duplicazione industriale
Nella duplicazione industriale i supporti vengono replicati a partire da una matrice o stamper (calco), il glass master, con le informazioni digitali binarie già impresse in fase di produzione. La fase di stampa del label che permette la personalizzazione grafica del supporto, è successiva a quella di glass mastering.
I supporti duplicati si caratterizzano dal fatto che sono supporti di sola lettura, prendendo il nome di ROM dall’acronimo inglese di Read Only Memory.

Di seguito sono elencate le fasi di produzione di un supporto ROM:

1. Pre-mastering
È la fase in cui vengono analizzati i dati forniti nel gold master, ovvero il supporto fornito dal cliente. È fondamentale verificare che tutti i parametri imposti dagli standard PHILIPS, alla base del processo di duplicazione, vengano rispettati al fine di garantire la perfetta replicazione dei supporti duplicati rispetto al gold master.
L’analisi dei dati permette di controllare esclusivamente i valori elettrici del gold master, non il corretto funzionamento dei contenuti, responsabilità imputabile al cliente.

2. Glass-mastering
Questa fase di produzione avviene in locali chiusi e climatizzati (Camere bianche) attraverso macchinari sigillati. Queste precauzioni sono dovute alla necessità di non contaminare la matrice con materie endogene quali polvere, fumo, sporcizia, rendendola inutilizzabile.

laser_etc.jpg

Il processo produttivo parte dall’utilizzazione di uno speciale disco di vetro, da cui deriva il nome di glass master, con spessore di circa 6 mm e con diametro di circa 240 mm, sul quale viene applicato uno strato di materiale fotosensibile che viene inciso tramite il Laser Beam Recorder, macchinario che permette di leggere i dati del gold master riscrivendoli contemporaneamente appunto sullo strato fotosensibile applicato sul glass master.
A tal punto il materiale fotosensibile viene ricoperto con un sottilissimo strato di argento.

mat_neg_glassmaster.jpg

1° Processo Galvanico: Il glass master viene ricoperto di uno strato di nickel attraverso un processo galvanico, riempiendo i solchi prodotti dal Laser Beam Recorder per l’inserimento dei dati. Al termine del processo il glass master viene separato dallo strato di nickel ottenendo una matrice negativa dello stesso.

matrice_neg_pos.jpg

2° Processo Galvanico: Dato che durante la stampa dei supporti ottici, la matrice negativa potrebbe rovinarsi, è necessario crearsi degli stamper che permettono di produrre non oltre i 10.000 pezzi. Superato questo quantitativo, lo stamper si deforma non garantendo la fedeltà delle copie rispetto all’originale e viene pertanto sostituito. Per arrivare a produrre uno stamper negativo, è necessario produrre una matrice positiva, utilizzando un secondo processo galvanico, questa volta fatto sulla matrice negativa e non più sul glass master.

stamper_positiva.jpg

3° Processo Galvanico: Con il terzo processo galvanico, partendo dalla matrice positiva, si ricaverà lo stamper (uguale alla matrice negativa) che verrà quindi utilizzato per produrre fisicamente il supporto ottico.
Nel frattempo vengono fatti essiccare con apposite macchine, i granuli di policarbonato, una resina termoplastica trasparente, materia prima per produrre il supporto finale, in quanto la minima presenza di umidità comprometterebbe la qualità dello stesso.

stamper_policarbonato.jpg

Disco Trasparente: Lo stamper viene montato su di una pressa idraulica idonea allo stampaggio di materie plastiche.
Al suo interno viene iniettato il policarbonato essiccato, fuso a 400 C° che tramite la pressa, prende la forma del positivo, diventando identico al glass master.
Il supporto così prodotto ha già al suo interno tutte le informazioni come da gold master ed è completamente trasparente.

Trattamento finale
La superficie dati viene a questo punto metallizzata per induzione con un sottilissimo strato di alluminio al fine di renderle il tipico aspetto “a specchio”. Questa fase produttiva consente al supporto appena creato di essere letto dal raggio laser dei lettori mediante riflesso.

laccatura.jpg

Laccatura: L’intera superficie del supporto viene trattata con una resina protettiva trasparente al fine di proteggerla e preservarla.

3. Personalizzazione
Il prodotto ormai finito, viene personalizzato passando nel reparto di stampa, che può essere solo di tipo serigrafico silkscreen oppure off-set ad alta risoluzione fino a 6 colori (quadricromia più il bianco di fondo più un colore PantoneTM.

Successivamente alla stampa, il supporto viene confezionato in packaging per poi passare all’applicazione automatica del bollino SIAE e alla cellophanatura.

4. Controlli Qualità
Nelle varie fasi del ciclo produttivo del supporto vengono realizzati controlli per garantire la massima qualità produttiva.
Il principale controllo è quello che viene svolto post-laccatura per verificare che non vi siano discontinuità sulla superficie del supporto avvenute in fase di iniezione.
In ultimo, vengono fatte prove a campione sui dati al fine di garantire la perfetta corrispondenza tra il gold master e i supporti duplicati.

B. masterizzazione
Tramite il processo di glass mastering si possono produrre dei supporti vergini (prodotti di largo consumo), ovvero senza pits e lands che vengono sostituiti con un strato fotosensibile detto dye. Quest’ultimo può essere di vari colori, verde, blu, argento, diamante, oro, viola. Nella masterizzazione, i dati vengono immagazzinati mediante un laser ad alta frequenza che brucia ad intermittenza il dye che appunto si annerisce. Le macchine utilizzate per effettuare tale incisione sono detti masterizzatori e possono essere professionali o ad uso privato.

I supporti utilizzabili per la masterizzazione sono definiti R o REC, abbreviazioni della terminologia inglese recordable.
Il supporto ottico vergine può essere fornito già personalizzato graficamente o può essere personalizzato in fase successiva alla masterizzazione. Le tecnologie di stampa dei supporti R possono essere oltre alla serigrafia silkscreen o quella off-set, di tipo digitale, sia inkjet che off-set.

Cosa sono i modelli di colore
La disciplina che studia la standardizzazione della misurazione del colore è la colorimetria. Gli strumenti che adotta per far ciò sono i modelli di colore. I più noti sono la tricromia (RGB) e la quadricromia (CMYK)

RGB
È un modello di colori di tipo additivo basato sul Rosso (Red) Verde (Green) e Blu (Blue). Dall’acronimo inglese di questi colori nasce il nome di RGB, modello utilizzato nel digitale per trasmettere immagini a colori (ad esempio sui monitor dei pc). I tre colori corrispondono a radiazioni luminose (forme d’onda) di periodo fissato.



L'RGB è un modello additivo perché i tre colori, fusi nella loro massima intensità, danno origine al bianco mentre nelle varie sfumature riescono a riprodurre quasi l’intero spettro dei colori visibili, tranne le porpore.

La combinazione delle coppie di colori sviluppano invece il ciano, il magenta e il giallo.

tricromia_additiva_rgb.jpg









QUADRICROMIA
È un metodo di stampa mediante il quale vengono utilizzati solo quattro colori con i quali si è in grado di riprodurre l’intero spettro dei colori attraverso il loro maggiore o minore impiego, in termini percentuali, durante la lavorazione.

I colori base sono identificati con termini in inglese ossia: Cyan, simile all’azzurro, Magenta, simile al rosso, Yellow, il giallo, Black, il nero. La quadricromia pertanto viene considerata come un modello di colore, individuata dall’acronimo dei quattro colori base sopra citati: CMYK.
Per il colore nero non si è volutamente scegliere la lettera B ma la K, per due motivi: il primo è per non creare confusione con il colore Blue, dato che hanno entrambi la stessa iniziale. Il secondo motivo è dato dal fatto che in fase di stampa, si utilizza il procedimento di separazione dei colori che prevede la creazione di tante immagini diverse quanti sono gli inchiostri usati. Dato che in quadricromia CMYK, l’immagine corrispondente al nero è quella con maggiori dettagli, la lastra di stampa di questo colore viene comunemente definita Key plate, ovvero lastra-chiave.
Ecco il motivo per il quale il colore nero lo si è convenzionalmente identificato con la lettera K.

quadricr_sottratt_cmyk.jpg
I primi tre colori (CMY) riescono a riprodurre, sovrapposti nelle diverse percentuali, la maggior parte degli altri colori. La fusione del 100% di questi tre colori però non genera il nero ma il bistro, tonalità molto scura del marrone. Ecco il motivo per il quale si è aggiunto il nero pieno e viene considerato colore chiave.
Al fine di ottenere la maggiore fedeltà cromatica all’originale, si è soliti stampare sui supporti ottici prima il fondo bianco e poi i colori CMYK.
In tipografia e nelle stampanti a colori si usano quattro inchiostri che appunto riproducono i colori della quadricromia.
I colori CMYK permettono di simulare con un buon grado di approssimazione i colori PantoneTM permettendo un notevole risparmio economico.

SISTEMA PANTONE
La compagnia americana Pantone Inc. ha ideato l’omonima scala di colori utilizzata nell’industria grafica per riprodurre la tonalità di colore desiderato. Si tratta di una decodificazione dei colori necessaria per il riconoscimento e la composizione degli stessi, miscelando i colori primari.
La logica della scala è quella di poter individuare i colori in maniera teorica a prescindere dalla tecnica o dal modello con cui si arriva al colore.

pantoni.jpgLa scala Pantone è assimilabile ad un ventaglio composto da fogli di circa 15x5 cm sovrapposti. ogni foglio ha dei quadrati colorati con diverse sfumature di un colore al quale viene attribuito un codice identificativo. La logica del ventaglio è quella che una volta aperto con i fogli ruotati, i colori possono essere messi in confronto diretto tra loro
L’applicazione più conosciuta dei colori Pantone, è quella inerente l’identificazione corretta dei colori delle bandiere nazionali.


L’art. 12 della Costituzione Italiana definisce i toni cromatici dei colori della bandiera della Repubblica Italiana, meglio identificati dalla circolare della Presidenza del Consiglio dei Ministri del 2 giugno 2004, UCE 3.3.1/14545/1, con i codici Pantone tessile, su tessuto stamina (fiocco) di poliestere, e dal Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 14 aprile 2006 "Disposizioni generali in materia di cerimoniale e di precedenza tra le cariche pubbliche". (GU 174 del 28 luglio 2006).
Il tricolore nazionale è costituito da verde prato brillante (17-6153TC), bianco latte (110601TC) e rosso pomodoro (18-1662TC).

>Tecniche di stampa
SERIGRAFIA
La stampa serigrafica, detta anche serigrafia, permette di stampare immagini e grafiche su qualsiasi supporto come T-shirt, foulard, cappelli, ceramica, vetro, polipropilene, polietilene, carta, metalli e legno, mediante l’uso di un tessuto, facendo depositare l’inchiostro sulla superficie da decorare attraverso le aree libere del tessuto di stampa.
Nel campo dei supporti ottici, la stampa serigrafica adopera macchinari che presentano un piatto rotante sul quale vengono posizionati i duplicati, solitamente cinquanta alla volta. Sulla circonferenza del disco rotante sono dislocati cinque stazioni di colore su telaio, una per ogni colore CMYK o Pantone TM più uno per il fondo bianco, intercalate da stazioni dedicate alla fase di asciugatura attraverso l’impiego di lampada UV che permette il fissaggio del colore in maniera irreversibile.
L’automatismo è il seguente: il piatto rotante porta il supporto a fermarsi ad ogni stazione di colore dove l’inchiostro, viene spalmato con la racla, una speciale spatola di gomma, sull’intera superficie del telaio. Il colore filtra attraverso le aree libere di quest’ultimo depositandosi sul supporto. Ad ogni deposito di colore, si ha una fase di asciugatura.
Ripentendo tale processo per tutti i colori più il fondo bianco, si arriva ad ottenere la grafica o l’immagine desiderata.

STAMPA OFFSET
La stampa offset deriva come tecnica di stampa dalla litografia. Il principio sul quale entrambe le tecniche si basano è quello dell’incompatibilità di alcuni inchiostri con l’acqua.
Il processo prevede l’impiego di una lastra di alluminio microgranito inumidita sulla quale viene riportata con particolari punte grasse, l’immagine da stampare. L’inchiostro, passato sulla lastra cosi trattata, viene respinto dalle parti inumidite per essere trattenuto dalle parti grasse che sono quelle che riportano l’immagine. Il processo si conclude con la pressione diretta della lastra sulla superficie da stampare con la conseguente stampa di quanto desiderato.
La stampa offset utilizza lo stesso procedimento ma viene definita indiretta in quanto il trasferimento dell’inchiostro sulla superficie da personalizzare non avviene direttamente dalla lastra ma impiegando tre cilindri a contatto tra loro, di cui uno realizzato in caucciù.
L’inchiostro viene trasferito dalla lastra al caucciù e da questo alla superficie da stampare quale la carta o materiali plastici come ad esempio il label dei supporti ottici. I tre cilindri, di cui l’ultimo con funzione di pressa, sono la struttura necessaria per la lavorazione del singolo colore, definita castelletto di stampa o batteria.
Solitamente un macchinario-tipo presenta otto batterie al fine di stampare i colori CMYK sul fronte-retro della superficie da stampare. Esistono modelli che raggiungono le dieci batterie per stampare colori PantoneTM o per l’impiego di vernice di sovrastampa.
La stampa offset permette, rispetto la litografia, di non trasferire l’umidità data dalla bagnatura della lastra, alla superficie di destinazione che comporterebbe deformazioni
I macchinari destinati alla stampa offset per la personalizzazione dei supporti ottici, rispetto le classiche stampatrici, hanno il disco rotante per il caricamento dei duplicati e la presenza, all’inizio e alla fine del processo di stampa, di due stazioni serigrafiche complete( telaio e asciugatura).
La prima permette di applicare un fondo bianco di base con funzione coprente. La seconda stazione invece è di rifinitura: serve a lucidare il supporto personalizzato con stampa off-set che altrimenti risulterebbe opaco oltre che costituisce uno strato protettivo

DIGITAL OFFSET
La tecnologia digitale permette di stampare direttamente da Personal Computer tramite l’impiego di stampante laser o a gettito d’inchiostro (inkjet) ad altissima definizione.
Il costo altamente competitivo e la possibilità di impiego per basse tirature sono sicuramente i vantaggi di questa tecnica di stampa che però non garantisce la piena fedeltà cromatica del file d’origine, con uno scostamento del 20-30%.
Videocataloghi
Il videocatalogo è uno strumento di marketing che rende l'immagine aziendale moderna e innovativa. Indispensabile durante fiere e convegni e ottimo mezzo per lanciare nuove linee o prodotti, il catalogo multimediale permette al cliente di navigare interattivamente tra i prodotti presenti, le informazioni fotografiche/video, tecniche e commerciali.